| APPROFONDIMENTI |
Questa e' forse la piu' bella conferma cometaria che abbiamo fatto finora, poiche' e' stata particolarmente ricercata (e sofferta).
Che 2006 WD4 potesse essere una potenziale cometa era abbastanza chiaro dando anche un'occhiata distratta agli elementi orbitali preliminari publicati al tempo della sua individuazione come "asteroide": ( Comunicato CBAT )
Tuttavia, fino a fine Dicembre 2006 (ultime misure disponibili) apparentemente non c'erano ancora state tracce di attivita' cometaria convincenti (chioma o coda), per cui l'oggetto continuava a restare un "sasso"; dopodiche' l'oggetto si avvicino' alla congiunzione col Sole, e fu impossibile osservarlo. Nelle ultime settimane erano usciti vari appelli sulle mailing-list internazionali che invitavano a rintracciare tale oggetto il prima possibile; solo che si trattava di un lavoretto non proprio banale, poiche' appena in questi ultimi giorni esso stava uscendo dalla congiunzione eliaca, ed era estremamente basso ad est la mattina prima dell'alba (e fattibile solo dall'emisfero australe). Comunque, avevo suggerito ad Ernesto di tentare di riprenderlo dall'Australia alla prima occasione utile. Il maltempo gli ha impedito di procedere fino al 30 Aprile. Quella sera (alba in Australia), non appena un altro utente ha liberato il telescopio in affitto, Ernesto si e' subito precipitato a puntarlo sulle coordinate teoriche: le condizioni meteo erano ottime, e nonostante il chiarore del crepuscolo e la bassa altezza sull'orizzonte, a qualche armin di distanza dalla posizione delle effemeridi relative a 2006 WD4 si vedeva distintamente un batuffolino di 14.ma magnitudine, che si muoveva lunga la direzione e con la velocita' previste:
Beccato! Anzi, beccata, visto che ormai era chiaramente una cometa, poiche' mostrava una simpatica chioma spiraleggiante di 14.ma magnitudine (simile per certi versi a quella mostrata talvolta dalla 29P subito dopo un outburst). Mandammo subito le misure al MPC ed al CBAT; a distanza di pochi minuti, ci rispose Brian Marsden in persona, ringraziandoci e chiedendo se potevamo fare altre misure (serviva una seconda notte di astrometria per migliorare il calcolo dell'orbita). Pero' il 1.mo Maggio in Australia il cielo era molto fosco, e sulle riprese non vi vedeva un accidente. Finalmente il 2 Maggio, pur non essendo la notte cosi' buona come il 30 Aprile, Ernesto pote' riprendere ancora l'oggetto, che venne rintracciato dopo un po' di image-processing. Il resto e' pubblicato sulla CBET nr.952 uscita ieri notte. La sensazione che questa conferma abbia qualcosa di piu' delle altre che abbiamo fatto finora, l'ho avuta dalle numerose mail di congratulazioni che ho ricevuto tramite varie mailing-list, sia privatamente: evidentemente si trattava di una "preda" ambita, per cosi' dire. E questo a dispetto del fatto che e', e probabilmente restera', una cometina piuttosto modesta quanto a luminosita' (salvo sorprese, al massimo arrivera' sulla 13.ma magnitudine). Personalmente voglio ringraziare Ernesto per il suo splendido lavoro (emozionanti i colloqui Remanzacco-Castellamare di Stabia via Skype mentre la stava riprendendo), Herbert Raab e Martino per aver messo a punto, rispettivamente, quei straordinari software che sono Astrometrica ed Astroart (con i relativi plug-in), poiche' senza l'utilizzo di questi, non so se l'avremmo "beccata".
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